Nota: Ingredienti elencati nella lista delle sostanze chimiche soggette a restrizioni
CE/CAS
278-355-8/75980-60-8
Nome della sostanza chimica
Diphenyl(2,4,6-trimethylbenzoyl)phosphinoxid
Concentrazione
<5 015-203-
CE/CAS
400-600-6/71868-10-5
Nome della sostanza chimica
2-methyl-1-(4-methylthiophenyl)-2-morpholinopropan-1-one
Concentrazione
<2.5
CE/CAS
215-609-9/1333-86-4
Nome della sostanza chimica
carbon black
Concentrazione
<1
Informazioni generali
Data di revisione:
2016-05-13
A. Nome del prodotto
CD518 Series
1.3 Sinonimi:
HP XP221 Light Black Scitex Ink
Usi identificati:
Stampa a getto d"inchiostro
1.2.2. Usi sconsigliati
Nessuno noto
Numero di emergenza
118
Icone in SDS
Informazioni della società
società
HP Italy S.r.l
indirizzo email
hpcustomer.inquiries@hp.com
Informazioni GHS
Avvertenza
Nessuno
Sezione 2
2.1 Classificazione della sostanza o miscela
Classificazione a norma del regolamento (CE) n. 1272/2008 modificato
Pericoli per la salute
Tossicità acuta, orale Categoria 4 Gravi danni agli occhi o irritazione degli occhi Categoria 2 Tossicità per la riproduzione (fertilità) Categoria 2
2.2 Elementi dell’etichetta
Etichettatura secondo il regolamento (CE) n.1272/2008 modificato
Contiene
2-fenossietil acrilato, Acrilato polietere, Caprolactam vinile (VCAP), Difunctional acrylic monomer, Diphenyl (2,4,6 - trimethylbenzoyl) phosphine, Estere acrilato, Nero di carbonio, Propiofenone derivato
Pittogrammi di pericolo
Nessuno.
AVVERTENZA
Nessuno.
Indicazioni di pericolo
Questa miscela non rientra nei criteri di classificazione come pericolosa.
Prevenzione
Non disponibile.
Reazione
Non disponibile.
Conservazione
Non disponibile.
Smaltimento
Non disponibile.
Informazioni aggiuntive
Nessuno. sulle etichette
2.3 Altri pericol
Il nerofumo in questa preparazione, per via della sua forma legata, non presenta alcun rischio carcinogenico. Nessuno degli ingredienti di questa preparazione sono classificati come carcinogeni secondo gli standard ACGIH, EU, IARC, MAK, NTP oppure OSHA. Difenil (2,4,6-trimetilbenzoil) fosfinossido - Nei test sugli animali, il rischio di ridotta fertilità è stato mostrato solo dopo ripetuta ingestione di dosi molto elevate di questa sostanza.